Ci sono storie che nascono da un incontro, altre da una scelta. La nostra è nata dall’amore, quello vero, capace di cambiarti la vita per sempre. 

Tutto è cominciato con tre cavalli: Luna, Mindy e Best. Cavalli che, forse senza saperlo, hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori e dato inizio a qualcosa di molto più grande di noi. Con loro abbiamo imparato che amare un cavallo significa esserci, prendersene cura, rispettarne i tempi, accoglierne le fragilità e donargli tutto ciò che abbiamo, senza chiedere nulla in cambio.

Alcuni di loro oggi non sono più qui, ma il tempo non ha portato via ciò che ci hanno lasciato. Vivono nei nostri ricordi, perché certi legami non finiscono quando una vita si spegne: diventano parte di ciò che siamo.

Da loro è nato il desiderio di trasformare l’amore in qualcosa di concreto, che ha portato alla costruzione della nostra Associazione sportiva dilettantistica no profit nata nel 2016 dedita al recupero di cavalli in condizioni maltrattanti o di abbandono. Questa associazione porta dentro ogni storia, i loro passi e l’amore condiviso. Negli anni, il nostro cammino ha incrociato quello di altri undici cavalli recuperati, ognuno con la propria storia, le proprie ferite e il proprio bisogno di sentirsi finalmente al sicuro.

A loro dobbiamo tutto. E a loro, in fondo, continueremo sempre a dedicare ogni passo del nostro cammino.

Il nostro logo

Il logo dell’Associazione raffigura l’immagine di Luna, una delle nostre prime cavalle, che spunta da una luna dorata, contornata da farfalle azzurre che rappresentano tutti i cavalli recuperati negli anni dall’Associazione.

Le fate, come narra un’antica leggenda, vegliano sui cavalli in difficoltà, stando loro accanto durante la notte e nei momenti difficili.

La nostra vecchia struttura

La nostra Associazione è nata all’interno di una struttura cascinale sita a Merlino che, in origine, era una stalla con le poste per le mucche: il nostro intervento ha riguardato la creazione di una scuderia molto simile ad una stalla attiva, con 20 box, 8 di questi con paddock esterni e tutti a cielo aperto, con muretti alti 1m60 e barriere in legno, affinché i cavalli potessero sempre vedersi tutti, annusarsi e toccarsi, cercando per loro di mantenere una situazione abbastanza simile al branco, seppur con le dovute protezioni.